Il nambag è lo sport più popolare di Theknus, e in particolare di Yantra, dove si gioca un campionato tra le squadre dei reparti e dei quartieri. Il nome in kudamaf significa semplicemente «efficienza»: vince non la squadra più forte né la più veloce, ma quella che porta il proprio carico in cima alla rampa spendendo meno battiti di cuore.

In questa voce i numeri sono espressi nella notazione decimale terrestre; dove serve, la notazione solariana in base 7 è evidenziata, come 10.

Il campo

Si gioca su due rampe di pietra identiche, affiancate, ciascuna formata da tre terrazze che salgono dal piano di partenza fino al banco d’arrivo. Sul banco è incisa la dima, una sagoma che indica il punto esatto in cui il carico va posato. Le rampe sono circondate da gradinate, e su un lato sorge il tabellone: una torre con tamburi rotanti che sommano, in tempo reale, i battiti di ciascuna squadra.

Il carico è un blocco di pietra cerchiato di ferro, dello stesso peso per entrambe le squadre.

Le squadre

Ogni squadra è composta da sette atleti (10): sei lavorano al carico, il settimo è il capo di rampa, che non può mai toccarlo. Il suo solo compito è decidere: come montare gli attrezzi, chi tira e chi spinge, quando fermarsi e quando ripartire.

Tutte le squadre dispongono dello stesso corredo, fisso e non modificabile: tre leve, cinque rulli, una fune, un paranco e due cunei. Come montarli fa parte del gioco, e buona parte della fama di un capo di rampa dipende dai montaggi che ha inventato.

Il punteggio

Ogni atleta porta al polso una fascia che ne conta i battiti cardiaci dal segnale di partenza alla posa del carico. Alla fine si sommano i battiti dei sette componenti della squadra e si aggiungono le penalità per lo scarto, cioè per la distanza tra il punto in cui il carico è stato posato e il centro della dima. Vince il totale più basso. La partita ha un tempo massimo di un’ora solariana.

Da questa regola discende il carattere del gioco. Correre non conviene, perché fa salire i battiti; fermarsi non conviene nemmeno, perché il cuore batte anche a riposo e i battiti continuano ad accumularsi. Conviene pensare: una buona leva, un paranco montato nel punto giusto, uno sforzo distribuito in modo che nessuno si stanchi più del necessario. Nel nambag la fatica è una risorsa da spendere con cura, e sprecarla è considerato, prima ancora che un errore tecnico, una forma di disattenzione verso i compagni.

Il campionato d’anello

A Yantra il campionato si gioca tra le squadre dei reparti e dei quartieri dell’anello (le Chiuse Basse, il Distretto Energetico, le Officine Antiche, il quinto settore e altri) nell’arena delle Terrazze. Ogni vittoria vale due punti. Le cronache delle partite occupano l’ultima pagina del Rasha, il quotidiano della città, che ne riporta la classifica, il margine di battiti e lo scarto sulla dima.

Nella cultura di Theknus

Il nambag è considerato una delle espressioni più chiare dell’idea che a Theknus lo sport sia, come ogni altra attività, una trasformazione della materia attraverso il lavoro: in questo caso la materia è il corpo, e il lavoro è il pensiero che ne governa lo sforzo. Gli osservatori dell’Alleanza del Nord citano spesso il nome del gioco come prova del carattere theknusiano, con un’ironia che a Yantra non sempre viene condivisa.

Voci correlate

Theknus
Yantra
Giornata tipica di Theknus
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